Gay & Bisex
Lo lud primae nocte del signore gay
Kimboy74
12.02.2026 |
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"" Amir uscì dalla fica colante di Rosa, cazzo lucido di umori, e si girò su Marco..."
Lo Ius Primae Nocte del Signore GayNel cuore del medioevo sardo, tra le colline di Oristano, il feudo di Castello era un nido di sudditi terrorizzati. La "legge della prima notte", quel mito osceno che non esisteva nei codici ma che i signori inventavano per eccitarsi, qui prendeva vita con il nuovo padrone: Lord Elias, un nobile gay effeminato, alto e pallido, con capelli ricci e un cazzo da stallone nascosto sotto vesti di seta. Arrivato da Firenze, aveva ereditato il castello e, con lui, l'assistente Amir, un moro muscoloso dal cazzo XXL, schiavo convertito in stalliere e stallone personale.
La prima coppia fu quella di Marco e Rosa, contadini giovani e vergini. Marco, robusto fabbro con barba folta e culo sodo da lavoro manuale; Rosa, 18 anni, tette sode e fica stretta da sposa innocente. Il rituale nuovo iniziò nella grande sala del castello, torce tremolanti, sudditi ammassati fuori dalle porte. "Mentre Amir scopava la sposa," Lord Elias ordinò con voce vellutata, "il marito beve un tè col signore."
Amir, nudo e oliato, buttò Rosa sul tavolo cerimoniale, le strappò il vestito di lino scoprendo tette bianche e fica rasata. La aprì con dita spesse, poi la impalò con il suo mostro nero: 25 cm che la sfondavano ritmicamente, pacche sul culo, lei che urlava di dolore e piacere misto, "Signore, è troppo grosso!" Sotto gli occhi atterriti di Marco, legato a una sedia. Elias, seduto accanto, sorseggiava tè alla menta con Marco, chiacchierando ozioso: "Bella sposa, eh? Amir la allargherà per bene."
Ad un certo punto, Elias si slacciò i calzoni: "Mi è venuto duro." Tirò fuori il suo cazzo lordico, 20 cm bianchi e venosi, cappella rosa lucida. "Fammi un pompino, servo." Marco, etero terrorizzato, obbedì: si inginocchiò sul pavimento di pietra fredda, bocca spalancata. Elias gli scopò la faccia piano, godendo della lingua goffa: "Brava troia, ingoia il signore tuo." Marco succhiava, lagrime agli occhi, cazzo suo che tradiva eccitazione nei pantaloni.
Poi Elias chiamò: "Amir! Adesso scopati il marito, io provo a ingravidare la sposa." Amir uscì dalla fica colante di Rosa, cazzo lucido di umori, e si girò su Marco. Lo chinò sul tavolo accanto alla moglie, che ansimava esausta. Strappò i calzoni di Marco, sputò sul buco vergine e lo sfondò crudo: "Culo stretto, servo!" Marco urlò mentre il moro lo martellava, palle che sbattevano, ampliandogli il culo fino a farlo sanguinare un filo. Elias,intanto, montò Rosa: cazzo nobile che la riempiva piano, spingendo per "ingravidarla", "Prendi il seme del tuo signore, puttana!"
Ora avevano tutti e due il culo bello largo – Rosa con fica slabbrata, Marco con ano pulsante. "Adesso potete sposarvi," rise Elias, venendo dentro di lei in fiotti caldi.
Ma gli altri contadini non gradirono: "Basta con queste porcherie!" Si ribellarono quella notte, torce e forconi, assaltando il castello. Furono catturati facilmente dalle guardie, imprigionati nelle segrete umide. Tutti pensavano di essere condannati a morte, catene ai polsi, puzza di paura.
Il nuovo signore fu magnanimo: radunò i rivoltosi nella piazza all'alba. "Nessuno morirà. Io voglio però che il capo della rivolta – quel porco di Paolo, il mugnaio – sarà inculato a turno da tutti i rivoltosi. Mentre io scopo sua moglie fino a ingravidarla." Paolo, grosso e peloso, fu legato nudo su un ceppo, culo esposto. La moglie, Marta, tette enormi e fica matura, fu data a Elias sul palco.
I contadini furono contenti: "Evviva il signore!" Gridarono e Iniziarono a masturbarsi furiosamente per non fare brutta figura l'indomani – cazzi rurali pompati con grasso di maiale, sborra che schizzava sul selciato, preparandosi a sfondare Paolo in catena umiliante. Elias rise, già con Marta a pecora: "Vediamo chi ingravidiamo per primo!"
Il feudo divenne così un bordello feudale, miti o no.
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Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
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